Stupor mundi: storia di Federico II, sovrano medievale

Sacro Romano Imperatore e Re di Sicilia

Federico di Hohenstaufen (noto anche come Federico di Svevia, Federico I di Sicilia e Federico II del Sacro Romano Impero e con il soprannomne “Stupor mundi”), fu il re della Sicilia, imperatore del Sacro Romano Impero e anche se brevemente, re di Gerusalemme. Una vera e propria leggenda dei suoi tempi.

Federico II era diverso da qualsiasi altro sovrano medievale, possedendo la mente di uno scienziato, l’anima di un poeta e la volontà di ferro di un autocrate. Gran parte della fama di Federico ai suoi tempi derivava dalla sua mente brillante, poiché il suo aspetto non era da nessun punto di vista particolare. Si racconta di Federico II che “[…] Aveva la pelle rossa, ed era calvo e miope. […]”.

Ma possedeva un intelletto superiore, una passione per la conoscenza e fece audaci mosse politiche che portarono i contemporanei a soprannominare Federico II “stupor mundi”, ossia la meraviglia del mondo.

Una delle caratteristiche più famose di Federico era la sua predisposizione nei confronti delle lingue. Si dice che sapesse parlare almeno nove lingue, compreso l’arabo, che ha contribuito a favorire una relazione amichevole con gli abitanti musulmani sia della Sicilia che della Terra Santa. In un periodo in cui la maggior parte dei nobili europei non poteva che scrivere il proprio nome, Federico poteva scrivere fluentemente in sette lingue: un’impresa impressionante ancora oggi.

Federico di Palermo, detto “Stupor mundi”

Il dominio della Sicilia e dell’Italia meridionale (più tardi noto come il Regno delle Due Sicilie) era il suo obiettivo principale, dato che visitava raramente le sue proprietà tedesche dopo aver consolidato il suo potere, tanto che poi le lasciò a suo figlio Corrado. Preferiva la sontuosa corte di Palermo con i suoi alchimisti e gli astrologi orientali. Federico fu anche responsabile della creazione della Scuola di poesia siciliana, che in seguito avrebbe ispirato Dante e contribuì a creare la lingua italiana moderna. A differenza della maggior parte dell’Europa in questo momento, Federico aveva la reputazione di essere tollerante sia nei confronti di ebrei che di musulmani che vivevano nel suo regno, permettendo anche agli uomini d’affari ebrei di addebitare interessi sui prestiti. Questo avveniva in un momento in cui, in luoghi come la Spagna cristiana, ad esempio, sia i musulmani sia gli ebrei furono costretti a convertirsi, espulsi o uccisi a titolo definitivo.

Federico era certamente un libero pensatore, ma questo non si estendeva ai concetti di libertà per i suoi sudditi: era sicuramente un autocrate e imponeva il suo potere sotto forma di messi imperiali, numerose campagne militari e imponenti castelli che ancora dominano la campagna. Il suo regno di Sicilia era controllato centralmente, altamente regolamentato ed efficacemente tassato, con un rigido codice legale, numerosi doveri rivolti ai mercanti e leggi anti-usura per prestare denaro (solo gli ebrei erano esenti). Federico era il solo responsabile e qualsiasi nobile che avesse tentato di fare le cose a modo suo avrebbe trovato un esercito sulla soglia di casa poco dopo. Come imperatore del Sacro Romano Impero, vide il suo dovere più alla maniera degli imperatori bizantini dell’Est, come rappresentante temporale di Dio sulla Terra e responsabile di tutto tranne che per questioni altamente spirituali, che appartenevano alla chiesa. Ciò naturalmente portò ad una lotta per tutta la vita con vari Papi, come accadde a tanti Imperatori del Sacro Romano Impero prima di lui: fu, infatti, scomunicato due volte.

Federico era un enigma per i pensatori del suo tempo, mentre si dilettava nell’occulto ed era apertamente scettico nei confronti della religione, eppure perseguitava le sette religiose eretiche con zelo. Fondò istituzioni di apprendimento come l’Università di Napoli e la Scuola di poesia siciliana, in apparente contrasto con le enormi fortezze che costruì per mostrare la sua indiscussa autorità politica e militare. Federico fu elogiato dai cronisti musulmani, diffamato dal Papato e segretamente ammirato da gran parte della nobiltà europea. La sua personalità complessa, la sua brama di conoscenza e la sua convinzione nel mettere in discussione tutto (in un periodo in cui la maggior parte della gente non mette in dubbio nulla) fanno di Federico II un vero uomo del Rinascimento, anche se tre secoli troppo presto. Ecco perché limperatore è stato definito “Stupor mundi”.